Un progetto di ricerca per conoscere sempre meglio l’autismo

Rassegna stampa

Studiare le diverse manifestazioni dei disturbi dello spettro autistico e le cause genetiche che le determinano, individuare gruppi simili per comportamento e problemi, analizzando bambini e familiari, per trovare in questi gruppi caratteristiche comuni sotto il profilo biologico e genetico e contribuire in tal modo a mettere a punto terapie personalizzate e più efficaci: è questa la sostanza del progetto triennale di ricerca denominato “Facciamoci riconoscere!”, promosso a Varese dalla ONLUS Il Ponte del Sorriso e finanziato dalla Fondazione Just Italia.

VARESE. «Studiare le diverse manifestazioni dell’autismo e le cause genetiche che le determinano, individuare gruppi simili per comportamento e problemi, analizzando bambini e familiari, trovare in questi gruppi caratteristiche comuni sotto il profilo biologico e genetico. Chiarire similarità e differenze potrà contribuire, infatti, a mettere a punto terapie personalizzate e più efficaci. Tutte le informazioni cliniche e strumentali verranno inserite in un database che monitorerà lo stato di avanzamento della ricerca che verrà messo a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo»: è questa la sostanza del progetto di ricerca denominato Facciamoci riconoscere!, recentemente presentato a Varese dalla ONLUS Il Ponte del Sorriso, nata nel 2010 per volontà del CBTO (Comitato Tutela Bambino in Ospedale), presente dal 1992 nei reparti di Varese, Busto Arsizio, Cittiglio, Saronno e Tradate, per sostenere i bambini ricoverati e le loro famiglie.
L’iniziativa, che si dispiegherà sull’arco temporale di un triennio, sarà sostenuta dalla Fondazione Just Italia con 420.000 euro, come stabilito a conclusione del bando annuale promosso dalla Fondazione stessa e destinato di volta in volta alle attività delle Associazioni non profit.

«La missione della nostra organizzazione – spiega Emanuela Crivellaro, presidente del Ponte del Sorriso – è quella di migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica, per consentire a ogni bambino e alla sua famiglia di guardare con fiducia al futuro. Con questo progetto, che potremo realizzare grazie al supporto di Fondazione Just Italia, ci auguriamo che tanti bambini “silenziosi” possano “farsi riconoscere”. La ricerca parte dal presupposto che ogni paziente ha una propria unicità; indagando dunque sulle possibili mutazioni e alterazioni di geni – alcuni dei quali fino ad ora poco o mai indagati – sia dei bambini che delle loro famiglie e correlando i dati con il profilo clinico, sarà possibile formulare diagnosi più tempestive e raffinate e cercare di aprire la strada a interventi terapeutici sempre più personalizzati».
«Con Facciamoci riconoscere! – aggiunge dal canto suo Marco Salvatori, presidente della Fondazione Just Italia e della Società Just Italia – vogliamo idealmente dare voce a tanti bambini autistici che non conosciamo perché sono silenziosi e “misteriosi”; attraverso il sostegno alla ricerca vogliamo infatti contribuire a conoscere meglio gli aspetti, tuttora oscuri, di questa malattia, con l’auspicio che la migliore conoscenza porti a diagnosi precoci, terapie personalizzate e restituisca speranze e futuro a tante famiglie».

Facciamoci riconoscere! sarà coordinato da alcuni autorevoli esperti italiani di Genetica e Neuropsichiatria Infantile, che operano nell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi di Varese, vale a dire Rosario Casalone, medico genetista, Giorgio Rossi e Matteo Ferri, neuropsichiatri dell’infanzia e dell’adolescenza.
«Siamo molto felici di questo progetto – dichiara Rosario Casalone – che ci consentirà di indagare aspetti genetici dei disordini dello spettro autistico finora non approfonditi e fornire spiegazioni scientifiche ai numerosi interrogativi irrisolti sulle correlazioni tra alterazioni genetiche e le varie manifestazioni cliniche. Felici anche perché molti colleghi e Ospedali di grande prestigio si sono resi disponibili a collaborare e questo ci consentirà di avere a disposizione un network di competenze di altissimo profilo; inoltre, le risorse economiche messe a disposizione dalla Fondazione Just Italia ci permetteranno di sviluppare in un triennio uno studio di notevole ampiezza, a disposizione della comunità scientifica di tutto il mondo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
Daniela Colombo (info@colombodaniela.it)
Emanuela Crivellaro (emanuela.crivellaro@ilpontedelsorriso.com)

Fonte: Superando.it

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Aggiornato mercoledì 14 giugno 2017

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