Logan the Wolverine

Rubrica cinema

di Fabio Cortemiglia

In questo film abbiamo un Wolverine invecchiato e stanco che deve fronteggiare una vita che non gli dà più nessuna soddisfazione e quindi emerge il lato umano di questo mutante.

Poi ho apprezzato in particolar modo l’essenza del vero eroismo perché qui non c’è il supereroe ma c’è l’uomo. Questo film è ambientato avanti nel tempo nel 2029 come è già stato dichiarato poi l’attrice Dafne Keen che interpreta la mutante X-23, è una delle cose più belle del film perché ha fatto un lavoro strepitoso.

Anche Hugh Jackman ci ha messo davvero un impegno incredibile recitando in maniera straordinaria per l’ultima volta il mutante Wolverine. Innanzi tutto c’è la fonte d’ispirazione che dava sicuramente la possibilità di sfruttare la materia quanto meno intelligente e poi essendo questo l’ultimo film in cui Hugh Jackman compare nei panni di Wolverine, difatti questo film è la conclusione per il personaggio e l’attore ha voluto metterci tutto sé stesso.

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Questo film è qualcosa di veramente straordinario, molto bello registicamente. Rasenta la perfezione poi la fotografia, che ha questo taglio malinconico; non la definirei cupa, però valorizza i toni del grigio con paesaggi deserti, arsi dal sole, ha un atmosfera post-apocalittica, ma non c’è stata nessuna apocalisse, siamo solo in un futuro dove i mutanti sono quasi tutti morti.

Le scene d’azione sono caratterizzate da una violenza che mai si era vista in un film degli X-Men o comunque con Logan alias Wolverine, che è un personaggio estremamente feroce, è diretto da una maestria impareggiabile. Le scene d’azione sono disturbanti perché finalmente abbiamo un Wolverine incattivito più che nei fumetti, anche se è ormai anziano. Un Logan come non siamo abituati a vederlo ed è un altro degli aspetti del film che si possono apprezzare di più, i personaggi che già conosciamo come Logan e il professor Xavier sono completamente diversi e rappresentano qualcosa che non c’è più. La questione X-Men in questo film è affrontata con tanta nostalgia perché è la fine di tutto, sono un ricordo; tutto è un ricordo in questo film.

Altro argomento interessenta è il lato umano di Logan, che riesce a fatica a far emergere perché cerca di reprimerlo. È poi molto interessante vedere un Wolverine cosi burbero e violentissimo.

Patrick Stewart, attore sensazionale, è stato, come sempre, davvero meraviglioso nel ruolo del professor Xavier per l’ultima volta. Qui abbiamo un professor X inedito; fondamentalmente è la sua versione completamente riveduta e corretta; vedere i segni del tempo che ha intaccato anche il professor X il più grande telepatico del mondo è qualcosa di straziante e meraviglioso.

Le scene di fuga non sono fastidiose. Ci sono battute per stemperare la tanta tensione del film, ma non sono fuori luogo o stupide, sono battute che funzionano perfettamente e che effettivamente fanno tirare un sospiro, perché la tensione, anche dal punto di vista psicologico, che il film mette è veramente tanta. Poi tutto quello che avevamo visto nei film precedenti è quasi morto, quindi sono contento che abbiano cercato di stemperare un po’ questa incredibile tensione.

Per concludere è il miglior cinecomic fino ad ora, anzi, non è un semplice cinecomic, è molto di più.

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Aggiornato martedì 19 giugno 2018

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