Sulla sindrome di Asperger

La pagina Facebook Istituto di Provvidenza Grammaticale risponde a Grillo

Roma, il comico genovese Beppe Grillo alla manifestazione 5 Stelle al Circo del 21 ottobre ha dichiarato:

«[…] Chi siamo? Siamo pieni di malattie nevrotiche, siamo pieni di autistici, l’autismo è la malattia del secolo. L’autismo non lo riconosci, per esempio è la sindrome di Aspengher (sic) c’è pieno di questi filosofi in televisione che hanno la sindrome di Asperger. Che è quella sindrome di quelli che parlano in quel modo e non capiscono che l’altro non sta capendo. E vanno avanti e fanno magari esempi che non c’entrano un cazzo con quello che sta dicendo, (risate) hanno quel tono sempre uguale. C’è pieno di psicopatici […]»

Riportiamo di seguito la risposta della pagina Facebook Istituto di Provvidenza Grammaticale:

«Lettera aperta di due giovani Asperger a Beppe Grillo.

Gentile Sig. Grillo,

Siamo Andrea e Marta, amministratori della pagina Istituto di Provvidenza Grammaticale. Siamo due ragazzi laureati, ventenni, lavoratori. E Asperger. Date le sue dichiarazioni, riteniamo necessarie alcune puntualizzazioni, forse proprio in virtù della condizione che viviamo quotidianamente e che lei, ieri, ha avuto modo di denigrare in pubblica piazza, fra le risate dei suoi… supporter (?). Cominciamo.

La sindrome di Asperger non è una “malattia nevrotica”; in effetti, alcuni ricercatori sostengono che tale sindrome si configuri solo come uno stile cognitivo differente dalla media della popolazione.

“L’autismo non lo riconosci”. È vero, i casi in cui l’autismo non è riconoscibile, però, sono determinati dal fatto che il soggetto autistico è riuscito, a costo di un grande sforzo, a sviluppare delle strategie di adattamento ad un comportamento neurotipico, che ad oggi risulta essere maggioritario. Il costo di tale adattamento è a lei sconosciuto… e come risulta evidente dalle sue dichiarazioni, non avverte l’urgenza di comprenderlo.

“L’autismo è la malattia del secolo”. Le sfugge una differenza fondamentale fra “epistemologia” e “ontologia”. Il fatto che la sindrome di Asperger sia stata identificata recentemente non significa che prima questa non esistesse. Sono concetti difficili, ce ne rendiamo conto. Confidiamo nel fatto che uno dei suoi filosofi Asperger possa agevolmente spiegarle questa differenza.

“Per esempio è la sindrome di Asperger” non si dice, è grammaticalmente scorretto. “C’è pieno di questi filosofi” anche.

“…non capiscono che l’altro non sta capendo”. Indubbiamente, alcuni Asperger possono riscontrare delle difficoltà nella comprensione dell’altro. Sfortunatamente, noi due l’abbiamo compresa molto bene. Come l’esempio dimostra, a volte comprendere il prossimo non è affatto qualcosa di positivo. Tuttavia, come la nostra pagina dimostra, a volte gli autistici sanno farsi comprendere e sanno anche far divertire. Talvolta meglio di alcuni comici.

“…fanno esempi che non c’entrano un ca**o con quello che sta dicendo”. La invitiamo a non generalizzare; se ha riscontrato qualche problema nella comprensione dei quesiti posti nella rivista “Settimana Enigmistica”, questo non vuole necessariamente dire che essi siano sbagliati o fuori luogo. Come l’esempio suggerisce, talvolta la mancata comprensione non è dovuta a carenze espressive del nostro interlocutore, ma ad una nostra carenza cognitiva.

“…hanno quel tono sempre uguale”. Io (Andrea) studio doppiaggio. Sono discretamente bravo e spero di intraprendere questa carriera in un futuro. Ritengo addirittura che la mia capacità espressiva sia direttamente legata alla mia forma d’autismo. Come questo caso può dimostrarle, generalizzare è sempre sbagliato. 
Ad ogni modo, nonostante alcuni Asperger abbiano problemi in tal senso, non vediamo l’aspetto comico di tutto ciò. Riteniamo preferibile un tono monocorde al fatto di urlare e sudare come maiali durante l’esercizio della propria professione.

In ultima istanza, ci siamo sentiti profondamente offesi da quanto lei ha dichiarato. C’è una sostanziale differenza fra noi e lei. Noi abbiamo affinato, con grande impegno, le nostre capacità di interazione con gli altri. Siamo perfettibili e, aggirati gli ostacoli che caratterizzano la nostra condizione, non restano che aspetti indubbiamente positivi. 
Lei no, non è perfettibile.

Andrea e Marta
Amministratori IPG»

Trovate il post originale qui.

Aggiornato giovedì 25 ottobre 2018

 

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