Chiediamo alla Regione un maggiore ascolto

Rassegna Stampa

«La mancata consultazione e il tardivo coinvolgimento delle organizzazioni maggiormente
rappresentative delle persone con disabilità nella fase di elaborazione di questi provvedimenti ha
fatto sì che non abbiamo potuto esercitare il nostro ruolo di rappresentanza, al fine di migliorare
l’efficacia dei provvedimenti stessi»: lo ha scritto la Federazione lombarda LEDHA in una lettera
inviata agli Assessori di competenza della propria Regione, individuando poi alcune criticità
soprattutto nel Decreto che fissa l’erogazione di contributi per l’acquisto di strumenti
tecnologicamente avanzati

Una lettera è stata inviata dalla LEDHA – la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che
rappresenta la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento
dell’Handicap) – all’Assessore della Regione Lombardia delle Politiche per la Famiglia, la
Genitorialità e le Pari Opportunità e a quello delle Politiche Sociali, Abitative e alla Disabilità, in
vista di un confronto – poi rinviato – sullo stato di attuazione della Legge Regionale Lombarda
23/99, in particolare per quanto concerne l’erogazione di contributi per l’acquisto di strumenti
tecnologicamente avanzati.

Altra questione affrontata è stata poi quella dei cosiddetti “Voucher Autonomia”, titoli per
l’acquisto di interventi che, nelle intenzioni della Regione, sono rivolti tra l’altro ai percorsi di
autonomia per l’inclusione sociale delle persone con disabilità.

Nella lettera della LEDHA, il presidente della Federazione Alessandro Manfredi sottolinea
innanzitutto una questione di metodo, ritenuta «sostanziale, ovvero la mancata consultazione e il
tardivo coinvolgimento delle organizzazioni maggiormente rappresentative delle persone con
disabilità nella fase di elaborazione di questi provvedimenti. Solo in questo modo, infatti, avremmo
avuto la possibilità di esercitare il nostro ruolo di rappresentanza in modo pienamente propositivo e
collaborativo, al fine di migliorare l’efficacia dei provvedimenti stessi».

Entrando poi nel merito del bando riguardante l’erogazione di contribti per l’acquisto di strumenti
tecnologicamente avanzati, la lettera stigmatizza il fatto che le domande possano essere presentate
esclusivamente online. «Chiediamo quindi – si scrive – che al fine di tutelare le persone più fragili,
in particolare le più anziane, possano essere previste forme di aiuto e sostegno a supporto delle
famiglie».

Un altro elemento critico viene individuato nel fatto che «solo chi ha un ISEE [Indicatore della
Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] uguale o inferiore a 30.000 euro può accedere al
contributo. Tuttavia, non viene specificato se si tratta di ISEE ordinario o di tipo socio-sanitario
[se ne leggano le caratteristiche nel box in calce, N.d.R.] e questa non è una differenza di poco
conto. Anche in questa occasione, dunque, ribadiamo come, nel caso dei servizi e benefìci destinati
a persone con disabilità, si debba fare riferimento all’ISEE sociosanitario, così come chiaramente
prescritto dal Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) 159/13».

Infine, puntualizza il Presidente della LEDHA, «il Decreto n. 348 del 15 gennaio scorso ha previsto
che non possano essere rimborsate le fatture antecedenti il 24 ottobre 2018, mentre nel precedente
Decreto (n. 19023 del 18 dicembre 2018) non veniva fornita alcuna indicazione in merito. Gli scorsi
anni le fatture dovevano avere data antecedente non più di 12 mesi e lo scorso bando si è concluso
in date diverse a seconda delle ATS [Agenzie di Tutela della Salute, N.d.R.], in genere tra febbraio e
aprile. Come è facile immaginare, questa prescrizione sta ponendo grossi problemi a tutti coloroche hanno, spesso per necessità, affrontato spese nel periodo immediatamente precedente contando
di poter presentare comunque la domanda di contributo». (S.B.)
A questo link è disponibile il testo integrale della lettera di cui si parla nella presente nota. Per
ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

ISEE ordinario e ISEE socio sanitario

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) serve a fornire una valutazione della
situazione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito di tutti i componenti, del loro
patrimonio e di una scala di equivalenza che varia in base alla composizione del nucleo familiare.
Esso tiene conto di particolari situazioni di bisogno, prevedendo trattamenti di favore per i nuclei
con tre o più figli o dove siano presenti persone con disabilità o non autosufficienti. L’ISEE è
necessario per l’accesso alle prestazioni sociali la cui erogazione dipende dalla situazione
economica familiare.

L’ISEE ordinario (o standard) contiene le principali informazioni sulla situazione anagrafica,
reddituale e patrimoniale del nucleo familiare. Questo tipo di Indicatore vale per la maggior parte
delle prestazioni.

L’ISEE socio sanitario è utile per l’accesso alle prestazioni sociosanitarie, come l’assistenza
domiciliare per le persone con disabilità e/o non autosufficienti, l’ospitalità alberghiera presso
strutture residenziali e semiresidenziali per le persone che non possono essere assistite a domicilio.
Le persone con disabilità maggiorenni possono scegliere un nucleo più ristretto rispetto a quello
ordinario. Per esempio, una persona maggiorenne disabile non coniugata e senza figli, che vive con
i genitori, in sede di calcolo ISEE può dichiarare solo i suoi redditi e patrimoni.
(fonte: INPS)

Fonte Superando.it

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aggiornato domenica 24 febbraio 2019

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